Visualizzazione post con etichetta advertising. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta advertising. Mostra tutti i post

Shortlist integrated.

Body: Dobbiamo fare dei viral..
Arta: Basta viral! Sempre le stesse cose! Facciamo.. facciamo.. delle borse, borse in pelle!
Body: (sbuffando) Ok, ma in che formato?
Arta: ...
Body: ...
Arta: (timida) ... pdf?

Andata.

".. sindaco.. de.. fulvis.." ma che cazzo vuol dire? - fa Piero fermo al semaforo, guardando fuori dal finestrino. al suo fianco c'è Previto, dietro Body messo per il lungo. i tre sono diretti alla seconda festa d'estate del weekend.
lui è giovane, però è vecchio, quindi l'acqua lo mantiene giovane - risponde il tipo.
Piero - ...
Previto - ...
il semaforo diventa verde. Piero mette la prima - sì, vabbeh.. ma un paio di tette non era meglio?

Pubico Today.

> Suvertising dedica al tipo - e a un altro tot di blog pubblicitari - 2 pagine cadauno. scaricatevi il numero 8 qui, che nonostante Body è anche una roba interessante.

> guerrilla per le serie americane. scoperta dalle Gatte la più bella campagna dell'anno per Asha e Neal (anche se loro ancora non lo sanno).

Pubico Today - Speciale Cannes.

ok. prendetevi da bere, le siga e il posacenere svuotato. sedetevi e gustatevi la migliore creatività dell'anno qui. Body non ha ancora visto i film, solo la stampa. che peraltro ha diverse perle. fra le tante, DDB Amsterdam che riesce a prendere un oro con questa manchette in b/n. pura, semplice, distillatissima idea: siete dei geni!

Il post su Cannes.

è il classicone di giugno per ogni blog di reclamista che si rispetti. funziona così (Body lo sa perché è il primo ad averli fatti): si segnalano le 2 campagne che potrebbero arrivare a premio. le 2 campagne non vanno a premio. tutti si deprimono. si comincia con l'elencare i mali della pubblicità italiana. si continua elencando i pregi di quella spagnola/francese/tedesca. si finisce con lo sputtanare anche l'unica campagna italiana carina ancora in corsa, mandandosi tutti affanculo.

ma Body quest'anno vuole essere positivo. e così, per augurare un gran Festival a tutti, vi dedica questo inno all'impegno per la conquista dei propri sogni. per qualcuno lo spot più bello della storia, per il tipo, semplicemente, poesia.


La Sindrome di Beigbeder.

Body se la deve portare dietro da sempre, crede. è quella improvvisa consapevolezza che ti prende quando pensa a tutta l'inutilità della fatica pubblicitaria. il rendersi conto del circo consumistico nel quale è imbevuto e del quale rappresenta un meccanismo palese. tutto è mktg, tutto è comunicazione persuasiva. è come prendere la pillola blu e guardare il mondo dall'altra parte dello schermo. miliardi di ore d'informazione mediatica completamente inutili gli si riversano nel cervello; lo stacco pubblicitario; questo programma è offerto da; lo sponsor; il testimonial; il gel di cristiano ronaldo che si accomoda in panchina; i videoclip di Jay-Z; la disperata certezza che tutto quello che sa fare è sì e no posizionare una marca.

la Sindrome di Beigbeder comincia così: stanchezza perenne, difficoltà a concentrarsi, ansia. poi sono attacchi di nausea, allergia ai brand - una specie di Cayce Pollard in quel libro di Gibson, ma al contrario.
Lupus? - chiede Allison, davanti al paziente quadrettato.
più Leones, direi.. - fa House sibillino - .. mancanza di Leones..

Gossip.

Cremona mega DC di McCann. Vigorelli si pensiona, Rozzi&Battaglia in DLV, United chiude. Mastromatteo DC in Armando Testa Milano, Bodycopy CEO di 180 Amsterdam.

tutto vero?

Pubico Today.

> aprile, seconda serata: scattano i riposizionamenti delle birre. Heineken, per un qualche motivo a noi ignoto, abbandona 10 anni d'investimenti sul quadrante "musica" per occupare quello più generalista "d'intrattenimento". lo spot ovviamente è di nuova generazione: un casino di gente per strada a fare cazzate, che fa molto big idea e, se ci va di culo, pure un po' virale. contemporaneamente Ceres - che non ci può credere - come gli abusivi dell'Alert si fionda nella casella rimasta vuota così. tutto pianificato in parallelo: nello stesso mese, sulle stesse tv, negli stessi blocchi.

> Dechatlon va in tv per vendere magliette da 7 euro (nessuno ha il coraggio di uploadare lo spot). ma ce n'era davvero bisogno? e stiamo parlando anche del logo perenne in alto a dx, in pieno delirio logorroico.

> continua la saga di Mondo Convenienza. gli attenti lettori hanno segnalato megaffissioni con bambini col cappello da cuoco che non crescono mai. Body segnala anche un deragliante spot logorroico e soprattutto l'autocoscienza scaturita nei manager dell'azienda, probabilmente dopo i risultati della campagna.

A gonfie vele verso Cannes.

Body inchioda la Boderosa, rischiando l'incidentone sul Naviglio Pavese. è uscita la nuova affissione di Intimissimi, penserete voi. e invece no. il tipo deve documentare il 6X3 che ha incrociato e che vedete qui sotto.
il logo è il visual.
posizionamento brand cristallino: MONDO CONVENIENZA.
mondo: richiamo all'ampiezza dell'offerta.
convenienza: richiamo alla convenienza.
"la nostra forza è il prezz": spiegazione di "mondo convenienza" (che qualcuno magari potrebbe equivocare e pensare - chessò - che si sta parlando di voli lowcost), ma con licenz poetica.

delle due, l'una: o è un'azione di guerrilla di un qualche marchio figo tipo Nike (tipo un lavoro sul media: faccio lo steso leggermente più grande dello spazio così sembra che abbia fatto un errore) o è il corpo del reato dell'omicidio della pubblicità italiana. Body continua a sperare nella prima perché è un tipo tutto sommato simpatico, ma la spiegazione più ovvia è che sta roba l'abbia fatta e impaginata un direttore commerciale con la terza media. notate la mancanza assoluta di qualsivoglia creatività: niente è lasciato al caso, né all'immaginazione. il consumatore è chiaramente un ignorante come chi gli sta parlando. il messaggio parla razionalmente, e parla razionalmente di un posto dove il sottocosto è vangelo e il prezzo il suo dio. valore aggiunto, mktg, brand, packaging, niente conta più per la fila d'italiani neopoveri, sfigati la cui unica scelta è la rinuncia e che come tali devono essere trattati.

Body lo sa: prendersela con sta gente è troppo facile, anche quando battono ogni record d'idiozia. ma cosa dire allora della quarta di copertina odierna di Repubblica? qui c'è di mezzo una banca, soldi e un'agenzia. l'ideona è fare una finta campagna politica durante il weekend delle elezioni. roba che abbiamo già visto almeno una cinquantina di volte negli ultimi dieci anni, ma bella lì. anche perché il copywriter coinvolto - è aperta da qualche ora la caccia all'uomo, le autorità si dicono fiduciose su un suo imminente arresto - si è dannato l'anima per salvare l'annuncio. "Vota Utilio. Il conto che ti premier" gli costerà almeno 20 anni a San Vittore, ma giusto perché siamo ancora un Paese civile.

Strafatto.

da qui, David Droga sembra un extraterrestre. lui, il creativo più premiato nella storia di Cannes (48 leoni e 3 gran prix!) e i suoi compagni di merende tipo Ben Nott (oltre 60 premi internazionali) o Jeff Anderson (secondo Creativity il quinto art director più premiato della storia dei premi), dopo aver fulminato in pochi anni tutti i gradini possibili di una carriera di successo, decidono di fondare Dro5a e intrapprendere definitivamente la strada di una pubblicità dell'altro mondo.

Publijihad, che da sempre considera Droga l'icona etero più sexy del circus, decide che è venuto il momento di studiare davvero il fenomeno. cosa c'è dietro le sue grandi capacità diplomatiche e strategiche? intelligenza? talento? o solo culo? passate 2 ore sul loro sito come ha fatto Body e scoprirete quello che segue.

l'above/below-the-line sono concetti che non esistono più. non esistono più perché i media sono cambiati, la società è cambiata, l'economia sta cambiando. e se ai margini dell'impero galattico si fondano agenzie su concetti nati decotti come la neutralità, Droga ha già superato tutto questo mettendosi dalla parte di una partigianeria mediatica, una resistenza coraggiosa dell'altro come risorsa possibile contro la dittatura tabellare, le concessionarie, i centri media. guardatevi le case history di Steinlager e Ecko Unltd. nei dati di revenue della campagna, in coda ai video, c'è un orgoglio evidente in quel "soldi spesi in spazi pubblicitari = 0". non è una semplice constatazione, è una dichiarazione di guerra.

se stampa e tv sono diventate noiose, è il video a diventare il media-medio. e infatti tutto si presenta in video: strategie, prodotti, campagne di guerrilla e campagne stampa. il profumo degli stamponi appena ritirati al reparto produzione, avvolti nella loro fragrante carta da pacco, ve lo dovete dimenticare. così come il vecchio adagio de "l'artigiano della pubblicità", che già quando Body aveva cominciato questo mestiere gli suonava stonato - quasi che egli fosse un ciabattino, un falegname, un dettagliante insomma - e che oggi suona solo come una presa per il culo.

per gli extraterrestri la comunicazione di qualità incarna un'idea atavica, mitica e possibilmente contagiosa, che ci arriva indistintamente, navigando per la rete, camminando per la strada o sfogliando l'espositore di promocard mentre aspetti la pizza da Rosso Pomodoro. le loro campagne superano la comunicazione commerciale, sono un fiume di senso magmatico, denso e allo stesso tempo impalpabile, racchiuso in una confezione consapevolmente ambiziosa e perfetta.

ma fin qui è solo stile. mentre è sotto che si screma la filosofia, talmente naive da non crederci: le campagne di Droga vendono valori! come un artista qualsiasi del cazzo, DD parla di una cosa facendoci la morale di un'altra, raccontandoci un mondo impossibile ma migliore, celebrando una messa cross-mediatica e blasfema, incitando a valori universali, sempre e comunque, anche quando ti sta proponendo una tariffa telefonica.

sì, Tap Project di Unicef e il Million Project di NYC sono campagne social, quindi valoriali per definizione. ma per Ecko Unltd lo sfregio all'Air Force One è solo scelta. e così Steinlager, una semplice birra diversa dalle altre solo perché neozelandese, ma che quella cultura, quello stile di vita lo regala al pubblico così come un genitore progressista regala al figlio un viaggio intorno al mondo (e beato lui). e le affissioni per il Museo sulla Bowery? il logo intelligente eppur bellissimo, che diventa una finestra sull'arte contemporanea, per le strade, sui cartelloni, nei ristoranti, nei bar. perché il bello è valore, ingegno, cultura.

recentemente, Body discuteva con él del fatto che una delle cose che lo aveva affascinato del mestiere di pubblicitario è che a loro, ai giornalisti e ai politici Baudrillard dava lo scettro del potere del nuovo millennio. il professionismo dell'informazione sarebbe stata la variabile fondante della società dell'informazione e i due - comunque in balìa di PM, DC sgrammaticati e account menefreghisti - non riuscivano a capire dove il grande filosofo avesse sbagliato. oggi, l'hanno capito. non era la previsione cannata, ma il dove: non nella piccola società dell'informazione ma nella grande galassia degli extraterrestri è esattamente quello che si sta avverando. Droga è il nostro Santoro, perché fa brand, istituisce call-to-action creativissimi, ti fa compare birre e fare telefonate sostenendo che tutto questo abbia lo stesso impatto culturale e politico di una X alle prossime politiche.

Droga non solo fa cose bellissime, ma le fa con una consapevolezza e una intelligenza quasi pericolose. perché se metti insieme bello e intelligente, rischi che quello che metti on-air si trasformi in altro. "rivoluzione", nella migliore delle ipotesi, "arte" nella peggiore. e Body ha la strana sensazione che il suo lavoro, adesso, sia tutto questo.

Voto d'impulso.

Da: bodycopy@agenziadibody.com
A: banfra@supermultinazionaledellintrattenimento.com
Oggetto: re: re: re: dolce aprile
Data: 19 febbraio 2008 11:56:29 GMT+01:00


---------

ma vince Uolter, Banfra!

il PD sarà anche il partito + vuoto del mondo (oddio, se penso al PDL..), ma lo stanno impacchettando alla grandissima. la più grande operazione di pubblicità degli ultimi 10 anni.. un format di enorme qualità: a confronto il Paradiso di Lavazza è un video autoprodotto.

cavalcano la voglia di cambiamento. tutta la comunicazione è in positivo vs il negative approach destrorso. tutto deve essere ggiovane, vivo e pulsante.

vai sul loro sito e in home page hai gli embedded di youtube con gl'imberbi volontari che partono in gita per spello-spinello.. sono tutti fichi, positivi e dicono cose fin troppo sensate per essere dei diciassettenni.. fighette bombabilissime avvolte in kefia, ma cazzo, portate come le porterebbe la Borromeo!

tutto è ripreso all'aperto, col sole, le chianine al pascolo e la gente che sorride.

stanno convogliando la reazione di Grillo, trasformandola in consenso. stanno rappresentando il nuovo. stanno comunicando speranza nel futuro.

invece dall'altra parte è un panico e non se ne rendono conto.

ho visto una riunione di AN al telegiornale: sarà stata una di quelle sale tristi dell'Ergife. Fini che cercava di spiegare alla base allibita che AN, da un giorno all'altro, non esisteva più. dovevi vedere le facce di Gasparri e La Russa: sembrava il funerale di Almirante..

insomma, il PDL comunica il vecchio in ogni sua forma.

ma li vedi? Bonaiuti lampadato e con ancora lo spaghetto al pomodoro che gli esce da un angolo della bocca.. Bondi che c'ha 38 anni e ne dimostra 55.. Bossi che - povero lui - storpio com'è può giusto fare la reclame di Anni Azzurri. infine Ferrara, un inno alla modernità, al dinamismo, a quel vigore che ci vuole per cambiare l'Itaglia!

il Berlusca non può nemmeno presentarsi allo stadio perché il Milan fa il gioco di Uolter.. cioé: c'ha una squadra di vecchi che manco riescono ad alzarsi dalla panchina che gli prende il colpo della strega.. ah ah ah, neanche Bill Lawrence sarebbe arrivato a tanto!

l'ultima è di ieri. lo psiconano parte in contropiede e raccomanda al leader del PD di non stancarsi troppo con tutti quei comizi. Uolter, ridendo, lo ringrazia per la premura, aggiungendo - me lo dice sempre anche mia nonna..

sono una cazzo di macchina da guerra.. e ci sto cascando pure io: finisce che il 13 aprile mollo i Radicali e voto d'impulso.. come quando ti mettono i Kinder da 24 davanti alla cassa!

Logorroico.

dicesi di spot inutile, manipolato da clienti insensibili, che presenta il logo dell'azienda prima, durante e dopo l'intero svolgimento. l'intento è chiaro: vorresti mai che qualcuno si ricordi di te per una buona creatività e non perché hai preso a sprangate la sua intelligenza.

Save the copywriter, save the world.

stravaccati davanti alla tv, gonfi di erbapipa as usual, Red, Body e Vocione stanno discutendo della notizia del giorno, la tragedia prossima ventura che ormai incombe sulle loro teste fuorelle e più in generale su tutto il mondo globalizzato: lo sciopero degli sceneggiatori usa.

avanti di questo passo, la quarta serie di Lost fa tempo a vederla in diretta mio figlio - considera amaramente Red, che di figli ancora non ne ha messo al mondo uno.
ai bei tempi, mio nonno entrava in fabbrica a cavallo e gli operai li prendeva a frustate.. - considera Vocione, parafrasando l'amico fasciofotografo TexMex, che davanti allo spettro di un Heroes 2X interrotto a metà stagione, si sente mancare.
tanto c'è la pubblicità - tranquillizza tutti Body.

infatti, ecco partire un bel treno che mette in fila tre mirabili creatività tutte ispirate al mondo supereroistico. Euronics, col suo eroe nuovo di zecca che fa i prezzi a pezzi; Imetec, che piazza una biondazza che si sdoppia davanti allo specchio come Niki; e Pocket Coffé, che dà una carica in più all'uomo in calzamaglia che si aggira per il traffico.

beh, allora siamo a cavallo - commenta Red, che a passo di bradipo si avvia in cucina, in cerca dell'ultima crostatina dell'esselunga - mandiamo i nostri copywriter a Los Angeles e ci pensano loro al finale di Prison Break!

Oro stampa.

dopo essersi sparato 3 puntate di fila di Grey's Anatomy, Body - stremato dall'idiozia sentimentale dei personaggi e dal fatto che ormai lui sia l'unico personaggio di fiction a non essersi trombato Izzie - si accascia sul divano e si spara una rassegna stampa a caso, dove scopre l'ennesimo pezzo di grande pubblicità del Manifesto.

guardate la perfezione di questa pagina: l'eleganza dell'impaginazione, la chiarezza degli elementi, la pulizia grafica. e guardate il visual scelto, quello che comunica senza titolo (l'epica marcia di Fini per ristabilire l'ordine e la legge) come giri con la headline, trasformandosi nel suo opposto, in una scena drammaticamente comica (fascisti e poliziotti in mezzo a una discarica, infastiditi dalla pioggia, gli ombrelli dei gironalisti aperti dietro).

da anni il Manifesto pubblica ogni giorno la miglior pubblicità italiana. la sua prima pagina raggiunge standard di creatività che nessuna agenzia ormai riesce più a toccare. probabilmente, la redazione del Manifesto è l'unica scuola di copywriting rimasta nel Belpaese e a Body fa sempre un certo effetto pensare che sia un quotidiano comunista ad essere il benchmark dell'advertising nazionale. gli unici che sappiano ancora scrivere, gli unici che sappiano ancora scegliere un'immagine, gli unici che sappiano ancora impaginare.

Bruum, bruum. Punto.

che questi anni di crisi avrebbero fatto danni catastrofici alla pubblicità italiana, ne erano tutti consapevoli. aziende con budget limati, reparti mktg in cagarella costante, agenzie in apnea erano i primi sintomi della situazione. campagne iper-razionali, buoni sentimenti e nessuna volontà di osare, i frutti. e se Body aveva in testa già da tempo un post sul nuovo genere ultratrash dei Sughi Pronti, comincia invece parlando di automobili.

innanzitutto, di farsi due risate oggi proprio non se ne parla. Bernbach l'abbiamo seppellito da tempo e in questo clima di neoedonismo berlusconiano l'ultima cosa che possa interessare è passare per simpa. un'auto la si compra perché fa figo (quando riconoscerete che Lapo ha già capito tutto?), mica perché ti fa ridere. un po' come il sesso. Bmw ci è arrivata prima di tutte e a colpi di sushi, modelle e art direction minimale, negli anni si è accreditata come il miglior mezzo per andare al Casablanca. che tradotto in soldoni significa il benchmark del comparto. e vendite, successo, immagine.

così Alfa è subito diventata gelosa. non le bastava aver cagato fuori un tot di belle auto, voleva diventare lei la regina di Corso Como. così pretende che la sua nuova comunicazione vada in mano ai Jalisse, la coppia di direttori creativi più rockstar di tutte. una manciata di campagne all'insegna del me-too dopo, Alfa rimette tutto in gioco. e l'Agenzia di Ettore 'O Direttore, di Bonolis in paradiso e di Cavallo Goloso vince la gara per il lancio della 159. uno si aspetta quanto meno una Ferilli con le poppe di fuori, un De Sica che tira le renze e invece no. anche loro a rincorrere Gitto con slo-mo, copy arrogante e trip-hop di livello (peraltro scaduto, ma che Body apprezza assai).

finché arriva Lapo, il più grande di tutti. con 4 felpe, un bar attaccato all'Old Fashion e la faccia sputata dell'Avvocato, in un anno ribalta il percepito del brand Fiat e comincia a farne una figata. delle macchine ci occuperemo in seguito - deve aver pensato mentre sistemava lo Swatch sul polsino. infatti esce la Croma e tutti fanno finta di non vederla. è chiaro che lui punta tutto sulla 3+1, la nuova 500 che dalle prime indiscrezioni è di una bellezza assoluta: una specie di operazione Mini 10 anni dopo. ma per il momento il rilancio definitivo è affidato alla Grande Punto. e Lapo, coerentemente, spinge dove spingono tutti.

Touring, 159, Punto. tre marchi diversi, tre auto diverse, tre campagne uguali. la classica demo stilosa dell'auto in movimento, musica che deve emozionare, chiusura sul più arrogante dei claim. e se quantomeno, citando la Stagista, la nuova touring ha un cartello iniziale così lungo che l'hanno messo dentro il film, la Punto non ha nemmeno quello. solo un auto in movimento su 16:9, Vasco Paraculo Rossi in colonna e la convinzione che le parole manchino perché proprio non ce ne sono: le hanno già usate tutte per parlarsi addosso.

Pubico Today.

> che stessimo vivendo tempi difficili, lo testimoniano in molti e da tempo. i NoGlobal a Genova, i cassaintegrati ad Arese, i modelli dell'UAU in Montenapo. da oggi si aggiungono anche gli account in rete, che s'incazzano perché tutti li trattano male. noi ci facciamo tre risate, poi cerchiamo di non pensarci.

> geniale Lapo (pare che ormai sia tutta colpa sua, ma Body non ci crede) che, per rilanciare lo sviluppo di una sana economia autartica che torni a favorire la Fiat, lancia la campagna dei grazie! dei nostri concorrenti eruropei. tipo gli inglesi della Bates, che Fiat ha pagato per l'ideona e che Fabio Gasparrini ha snidato qualche giorno fa non so dove.

> la moltiplicazione evangelica dei testimonial è la cifra stilistica consolidata dei grandi format nostrani. ce ne dà un ulteriore esempio 3, che dopo aver fatto incontrare in un estremo esperimento di cross-over pubblicitario Giovanni Rana con i soliti pezzi della famiglia allargata Amendola, rilancia la sfida con Albertino, il fratello Linus e la Citroen d'ordinanza. nel nuovo spot i protagonisti sono ormai 5 (e presto arriverà anche la Ventura): trovare un gioco di parole sulla musica a ognuno, deve essere stata impresa non da poco. e tutto per la più costosa televendita della storia.

> capita che uno spot del cazzo, girato alla cazzo con un'idea del cazzo possa sciogliere Body senza motivo apparente. nel nuovo Pagine Gialle, il sync dei tre puntini di sospensione col piano di Misread dei Kings Of Convenience gli provoca i brividini sulla schiena ogni volta che lo vede.