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progress 23.32

dopo una vita a sparar merda sui vari dinosauri del rock che infestano i palchi di mezza Europa, ecco Body che si riscopre orgogliosamente generazionale e carica i vecchi amici di bisbocce metalliche Elmer, Vocione e Wolve. i 4 si presentano all'Alcatraz per vedersi i nonni Queensryche mettere in scena per la prima volta insieme i due capitoli di Operation: Mindcrime.

siete dei vecchi - commenta Lorca via telefono, in formissima perché ha addosso la sua maglietta preferita ed è al Living con la sorella di una sua studentessa.
codice deontologico? - chiede Body.
esatto.. - conferma il filosofo, omettendo di dire se la sorella è minore o meno. quindi un buttafuori butta dentro Body e il tipo si ritrova i Queensryche che hanno già cominciato.

Geoff non ha più voce e il suo agitarsi per il palco come il Gobbo di Notre Dame, struggendosi per ogni movimento di Sister Mary - l'ex prostituta diventata suora, qui magistralmente interpretata da una suicide girl di 80kg - lascia un attimo atterriti. ma Eyes of a stranger, The needle lies, Suite Mary e compagnia cantante fanno ancora la loro porca figura. altro che danze e spilline e allstar sventrate! qui siamo di nuovo borchiati e foderati di pelle nera bella tosta, perdio!

Body alza la mano a cornetto e pensa allo scorso sabato, quando con Ressica, Uma e Dalila arrivava ai Magazzini per vedere i Soulwax e scappare praticamente subito, dopo una specie di dj set suonato che i giovani emo puzzolenti e sfigati sembravano gradire molto. ora invece è tutto un fiorire di ex metallari stempiati e con la panza che gonfia vecchie magliette del Gods of Metal, 1991 circa.

inutile dire che sono tutti bellissimi.

alla terza ora di concerto, la sciatica comincia a serpeggiare come un virus nell'infuocato pit di panzoni attempati. ma Body chiama tre pezzi anche da Empire e i tipi tornano per chiudere alla grande. si frigge su Jet City Woman (un pezzo di classica poesia tateiana, roba da far sembrare Vasco un seguace di Gadamer), s'inneggia alla revolution sul mega-anthem di Empire e quasi quasi si fa scattare il limone su Silent Lucidity, ma l'irsuto Wolve si nega all'ultimo, riuscendo a castrare la tenera malinconia che albeggiava nel cuore del tipo.

usciti dall'Alcatraz, Body è ancora un po' rivoluzionario e quasi quasi piscia sulla porta della MacCann. ma la sera prima ha visto The Secret e ha paura che un giorno o l'altro qualcuno pisci sulla sua.

Braccio di Ferro.

hardcore o neomelodico? etero o omo? Emo o Tiziano?
prima o poi doveva succedere: dopo Ernie e Bert, anche T-Iron goes crossover!

Post generazionale.

.. sono solo una manica di sfigati! - fa Lorca ingollando in fretta quello che rimane della seconda media, così da ordinare la terza prima che la cameriera sparisca nuovamente dalla scena. Body gli siede accanto, sugli sgabelli esterni delle Biciclette, ascoltandolo distrattamente perché impegnato a smessaggiare Vira.

i ggiovani.. - continua il filosofo - io li vedo tutti i giorni in Università e alla fine non li capisco. sembra che vivano a metà, che le emozioni che hanno ereditato siano più sfuocate, più spente..
sei solo tu che sei un vecchio e non l'accetti. - gli ribatte di default Body, senza alzare lo sguardo dal cellulare.
ma vaffanculo, guardali! - riprende Lorca - tutti orgogliosi del loro essere nerd.. cinici come dei cinquantenni.. e con quelle le allstar puzzolenti ai piedi!
il tipo guarda teatralmente sotto il tavolino. poi, con lentezza, per fargliela pesare - ma anche tu c'hai le allstar ai piedi, Lorca!
minchia, ok - fa spazientito lui, accendendosi una siga - ma alla loro età c'avevo gli anfibi.. e anche altri modelli. per dire: Kiedis, Stanley, PJ, Vedder.. perdio, Body, la nostra generazione si rispecchiava in gente così e gli sfigati adesso cos'hanno? Dorethy? Banks? la cicciona dei Gossip? quali sono i loro campioni?

Body pensa agli Wombats e al loro video che lo sta vagamente ossessionando da un paio di gironi. il classico gruppo di nerd, penosi su un palco ma ottimi quando c'è da fare i vj o i protagonisti di un clip trendy. il pezzo è lo standard dell'industria musicale odierna: nervosetto il giusto, ritornello catching e linea teaser: .. so I'm moving to NY 'cause I got issues with my sleep..

Lorca sembra leggergli nel cervello - da quanto era figo, Vedder nel '92 ce lo saremmo fatti pure noi! il tipo ci pensa e insomma.. quel vocione maschio, quelle labbra femminili.. quella sua perfezione estetica, naturale, ovvia, in ogni movimento..

porcatroia! mi sa che Vedder io lo limonerei pure adesso!
- fa Body con una certa onestà.

Vi prego.


guardate l'ultimo video di Bjork. Declare Indipendence è Gondry al massimo della sua visionarietà: che qualcuno gli dia un altro Oscar, perdio!

(ah.. e a Bjork il Nobel per la Pace, of course).

Cosa resta, cosa rimane [1/2]

Uma è tornata triste e mondana perché ha appena lasciato Humus. così Body cancella gli appuntamenti del weekend sapendo che si dedicherà completamente all'amica per farla parlare, bere e distrarsi.

la va a prendere a casa sua, lei scende ed è fighissima. la bionda è perfettamente impaginata in quel tono "radical-chic - alto di gamma" che è la cosa migliore che il tipo possa abbinare ai suoi stivaletti di Clone e alla sua moto d'epoca. Body la carica sulla Boderosa, si mangiano una pizza da Spontini per poi dirigere al Music Drome per il concerto di Juan Mordecai.

il pubblico sembra mezzo spompato, la voce di Moretti invece no. a Body il disco di Juan Mordecai piace assai, anche perché è un bel taglio netto alla nostalgia grunge dei Karma della quale nessuno (o quasi) sente più il bisogno. per questo non capisce questo suo mischiare ancora le carte (il concerto era venduto come un concerto doppio), con 3/4 vecchi pezzi rimasti in repertorio e Pacho con la pelliccia a fare il cabarettista sul palco..

della gig si registra che solo 2 componenti su 4 hanno perso i capelli e che Xavier col monopezzo anni 70 sembra uscito da un film con Lino Banfi. Moretti, invece, è sempre figo, la barba è sempre quella e la sua macho-voce sempre macha, ma ora meno Vedder e più Lanegan, cosa che non disturba affatto, anzi.

un paio di ore dopo, Body e Uma si ritrovano ai giardini di via Benedetto Marcello a farsi un gighello di erbapipa che li svongola ai massimi. Uma si lagna, Body la cazzia perché a lui tocca la parte del poliziotto cattivo che sennò, a furia di ridurre tutto a un paradigma freudiano, giustifichiamo qualsiasi cosa e non si capisce più un cazzo.

sì, ok Uma - dice spegnendo la cicca - Humus è ancora capace di perdonare.. ma insomma, mettiti anche nei suoi panni: ti chiede di vivere con lui e tu scappi, non prima di esserti trombata un altro.. e va bene la dinamica della coppia moderna, le difficoltà della nostra generazione a prendersi responsabilità, la voglia di nuovo e il "non siamo più nel medioevo".. ma se io fossi nei suoi panni, col cazzo che mi ti riprendo!

Uma fissa sbarellata l'albero davanti alla panchina dei due - ma Body, io non riesco a crescere, come devo fare? - risponde triste - guarda questo albero quanto è grande.. ma come hai fatto, albero? fossi stata io, sarei rimasta siepe.. mi sarei fermata prima!

(forse continua)

Il miglior Barman dopo Meskola.

“.. conosco Franz Ferdinand e Bloc Party, mi piacciono, ma io ho 33 anni e so che sono esistiti prima Gang of Four, Television, Talking Heads.. quindi non ascolto musica trendy, a parte l’elettronica. mi piacciono gli autori, il soul. ora ho bisogno più di quello che di un ragazzino con una bella t-shirt che suona vecchie chitarre.”

Tom Barman è un idolo di Body da molto prima che pronunciasse queste parole sull’ultimo Rumore. i dEUS il tipo se li ricorda al Beau Geste, al loro primo show case in Italia, sarà stato 10 anni fa. e poi al tour di Ideal Crash, molto tempo dopo, coi Soulwax di spalla. ora sono tornati, con l’ennesima rivoluzione interna e il solito grande disco. oddio, forse meno grande dei precedenti a dirla tutta. perché l’ispirazione c’è sempre, ma qualcosa manca. e come ogni art rock - guitar band che si rispetti, sono proprio le chitarre e gli arrangiamenti naive che Body cerca e trova solo in parte.

il motivo è molto semplice. fino a oggi il suono dei dEUS era sempre stato nelle mani di gente rara come Rudy Trouvé e Craig Ward, due rumoristi intellettuali che avevano influenzato pesantemente i lavori precedenti. due chitarristi dalla sensibilità diversa ma provenienti della stessa scuola ideale. Trouvé più thurstonmooriano, sferragliante, cafone. capace di esaltare gli incredibili picchi umorali di Worst Case Scenario, portandoti da uno stato di rivolta all’introspezione più sentimentale nello spazio di una battuta. Ward – una specie di Mick O Rourke scozzese – meno punk e più matematico, sempre teso alla ricerca dell’arpeggio più delicatamente sorprendente, della moltiplicazione degli spazi e della stratificazione melodica delle sue chitarre.

insomma, due musicisti che pesavano tantissmo nell’economia produttiva del gruppo e dei quali Barman deve oggi fare a meno. così, quello che rimane sono 12 pezzi intensi, ambiziosi come da tradizione ma che in qualche modo suonano incompleti alle orecchie appena stappate del tipo. come se Pocket Revolution fosse la pre-produzione di se stesso, la base da rifinire, completare, elevare al rango di capolavoro. l’unico livello al quale fino ad oggi i dEUS ci avevano abituato.

progress 14.31

Body porta finalmente la giacca da sciancrare a Ditalone, il suo ex sarto di sfiducia. l'omino è come sempre gli apre la porta di casa in cannottiera e tuta, mentre la moglie-dominatrice è china sulla vecchia macchina da cucire. convenevoli, misure, esempi e appuntamenti dopo, il tipo dirige verso una nota clinica privata milanese. di ritorno dal weekend dal Boss, a Dora è partito l'orecchio sx (ma Body sembra non centrare: la sua ex coltivazione di telline non risulta essere contagiosa.) la tipa è imbottita di antibiotici e antidolorifici, così che finalmente può sorridere. a esami ultimati, si conoscerà la data di dimissione.

nel frattempo, da una parte Body lavora e dall'altra prepara la prossima trasferta a Roma per il matrimonio di Lepre. la colonna sonora di questi giorni è inchiodata su Sangue Misto (che finalmente Red gli ha trovato su emule, dopo che il tipo aveva perso la sua vecchia cassetta) e With-Teeth, l'ultimo, meraviglioso sforzo di Trent Reznor. meno ambizioso dei dischi precedenti, non per questo l'ultimo dei NIN risulta meno personale o lucido. se li amate, fiondatevi a comprare il cd. e se arrivano live, non osate mancare. l'ultimo loro tour è stato una delle esperienze concertistiche più dirette e coinvolgenti che Body ricordi.