Il miglior Barman dopo Meskola.

“.. conosco Franz Ferdinand e Bloc Party, mi piacciono, ma io ho 33 anni e so che sono esistiti prima Gang of Four, Television, Talking Heads.. quindi non ascolto musica trendy, a parte l’elettronica. mi piacciono gli autori, il soul. ora ho bisogno più di quello che di un ragazzino con una bella t-shirt che suona vecchie chitarre.”

Tom Barman è un idolo di Body da molto prima che pronunciasse queste parole sull’ultimo Rumore. i dEUS il tipo se li ricorda al Beau Geste, al loro primo show case in Italia, sarà stato 10 anni fa. e poi al tour di Ideal Crash, molto tempo dopo, coi Soulwax di spalla. ora sono tornati, con l’ennesima rivoluzione interna e il solito grande disco. oddio, forse meno grande dei precedenti a dirla tutta. perché l’ispirazione c’è sempre, ma qualcosa manca. e come ogni art rock - guitar band che si rispetti, sono proprio le chitarre e gli arrangiamenti naive che Body cerca e trova solo in parte.

il motivo è molto semplice. fino a oggi il suono dei dEUS era sempre stato nelle mani di gente rara come Rudy Trouvé e Craig Ward, due rumoristi intellettuali che avevano influenzato pesantemente i lavori precedenti. due chitarristi dalla sensibilità diversa ma provenienti della stessa scuola ideale. Trouvé più thurstonmooriano, sferragliante, cafone. capace di esaltare gli incredibili picchi umorali di Worst Case Scenario, portandoti da uno stato di rivolta all’introspezione più sentimentale nello spazio di una battuta. Ward – una specie di Mick O Rourke scozzese – meno punk e più matematico, sempre teso alla ricerca dell’arpeggio più delicatamente sorprendente, della moltiplicazione degli spazi e della stratificazione melodica delle sue chitarre.

insomma, due musicisti che pesavano tantissmo nell’economia produttiva del gruppo e dei quali Barman deve oggi fare a meno. così, quello che rimane sono 12 pezzi intensi, ambiziosi come da tradizione ma che in qualche modo suonano incompleti alle orecchie appena stappate del tipo. come se Pocket Revolution fosse la pre-produzione di se stesso, la base da rifinire, completare, elevare al rango di capolavoro. l’unico livello al quale fino ad oggi i dEUS ci avevano abituato.

16 commenti:

boss ha detto...

al barista davo + di 33 anni! Il disco giudicato a sè è molto bello. Pensando agli altri...

Body ha detto...

beh, quello che sostengo io!

Anonimo ha detto...

appunto. condivido.

boss

Monterey ha detto...

Con Road To Rouen dei Supergrass (che immagino a te non dica granchè), PR è per me stata la colonna portante di quest'estate musicale. Doverosa la presenza al Rolling Stone (avranno come spalla gli Amusement Parks On Fire).

Elmer ha detto...

Mai troppo grato fu un tuo regalo di un compleanno passato (ahimè):
Worst Case Scenario

Serena ha detto...

Mi innervosisce chi etichetta un gruppo come "ragazzini con una bella t-shirt che suona vecchie chitarre", ma proprio un sacco e per una serie di motivi. 1 Perchè non sei stocavolo e quindi non puoi permetterti di sputare su qualcuno 2 Perchè anche se tu fossi stocavolo non potresti permetterti di sputare su qualcuno 3 Perchè ognuno ha i suoi gusti e non essendo la vita una gara a chi ha i gusti migliori o è il più fico non c'è bisogno di fare lo sgambetto a chi ti corre vicino. Se mi ribatti ne posso trovare altri. Comunque l'album è piaciuto molto anche a me sebbene meno dei precedenti. Ciao, io sono Serena.

Body ha detto...

mah, Serena, credo che Barman si possa permettere di dire quello che vuole proprio perché 1) è qualcuno e non un nessuno 2) gli è stato chiesto in un'intervista (sennò che fai? come i calciatori che è sempre tutto una figata?) 3) anche lui ha i suoi gusti e noi fan li vogliamo sapere 4) non se la prende con nessuno in particolare.

più in generale, è quello che sottintende che devi cogliere e poi magari non condividere (io sì): il rock di oggi fa sostanzialmente pena, ha perso quello che lui definisce il "soul", diventando solo una gara a chi ricicla meglio fenomeni marginali del pop anni '80. per non parlare di questa ferma volontà dei nuovi artisti a voler essere scambiati a tutti i costi per dei VJ di MTV.

Body ha detto...

insomma (riprendo qua perché mi è scappata la pubblicazione), mi pare sia scomparsa quella necessità di essere qualcosa di diverso, peculiare dal resto. quell'ambizione a diventare qualcosa di eternamente necessario che ha fatto la storia dell'arte "moderna" e per la quale ha ancora un senso ascoltare musica di 30 anni fa o andare a vedere suonare artisti 50enni.

forse è un mio limite, ma non riesco ad immaginarmi i ventenni di oggi anche fra solo 5 anni ascoltare il primo Franz Ferdinand (anche citando una delle migliori band di questa post-post-post-new-wave).

insomma, c'è un solo disco di questo genere di band che ha cambiato la vita a qualcuno?

Serena ha detto...

Ci vai giù pesante body, eh! Fai bene. Ti dirò, credo di si, credo che ci siano dei dischi buoni degli ultimi anni che ascolteranno i ventenni tra cinque anni. Dai che lo pensi anche tu, mi ricordo di aver letto una tua recensione sul concerto dei Mars Volta qualche tempo fa (o forse parli di gruppi che hanno esordito nel 2004 o nel 2005?). Non ci sono dei criteri oggettivi per valutare "il disco che ti cambia la vita" oltre al gusto personale, per questo mi sembra assurdo etichettare dei gruppi in questo modo. Non è vero che non se la prende con nessuno in particolare, se la prende con Bloc Party e Franz Ferdinand e non è vero che può permetterselo perchè è qualcuno, secondo me quando sei un personaggio pubblico non puoi permetterti di prendere certe licenze. Questo non vuol dire fare come i calciatori e descrivere tutto come una figata, è vero che i fan hanno il diritto di sapere. E' vero anche che si può esprimere il proprio gusto con un altro stile. Sul discorso generale, ossia che il rock oggi fa sostanzialmente pena ed è diventato una gara al riciclaggio non posso essere d'accordo con te.

Sempre Serena ha detto...

Me la levi una curiosità? Tu prima avevi un altro blog o è sempre stato questo? Se è sempre stato questo dove sono i vecchi post?

boss ha detto...

il discorso è che body (correggimi se sbaglio) parlava di band post-post-post new-wave e i Mars Volta sono altro (difficilmente etichettabile ma non new wave e ammenicoli vari).
Il discorso è vasto, fatto di gusti e opinioni. A me ad esempio un disco come il primo degli Interpol ha cambiato la vita, e pur non avendo ventianni oggi e nemmeno quando è uscito, so per certo che lo ascolterò in eterno.
Tornando a cosa ha detto Barman non posso che apprezzare cosa ha detto; perchè pur essendo un fan sfegatato della musica che lui critica, capisco che Barman vuole semplicemente far riflettere. vuole dire di prendere con le molle le mode musicali e saper pesare i dischi (pochi) che contano. Lui fortunatamente di quest'ultimi ne ha fatto più di uno...

Serena ha detto...

Lungi da me l'immergermi in un discorso fatto di generi musicali perchè, come tu che mi conosci un pò ben sai, io di generi musicali ne capisco ben poco. Il discorso poi, se proprio la vogliamo dire tutta è allargabile a tutte le categorie generali, diffido la catalogazione. Mettere i Mars Volta come esempio di un gruppo bravo che sicuramente ascolteranno i ragazzi tra cinque anni e che sicuramente avrà cambiato la vita a qualcuno significava semplicemente interpretare il musica post post post new wave come musica degli ultimi due anni.
Le uniche righe dell'intervesta su Rumore che ho letto sono quelle riportate qui e spiegate da te boss sono più facilmente comprensibili e condivisibili.
Rimane un fatto, è giusto consigliare di prendere con le molle le mode musicali, ma non bisogna mai dimenticare che quando si parla di musica ci si immette in un "campo vasto, fatto di gusti e di opinioni". Dici che il primo disco degli Interpol ti ha cambiato la vita, a me no sebbene riconosca che abbiano dei meriti indiscutibili. I Franz Ferdinand e i Bloc Party sono dei copioni fighetti che giocano a fare il gruppo alla moda? Si, certo che lo sono, ma hanno copiato strabene e possono contare entrambi su un ottimo disco d'esordio. Lasceranno un segno nella 'storia musicale'? Può darsi. Rimarranno solo il ricordo di una moda passegera? Può darsi, per me no. Lo vuoi un altro esempio di gruppetto del cavolo che io ascolterò sicuramente tra cinque anni? I Dogs Die in Hot Cars. Sono degli atteggioni, alcune canzoni sono terrificanti, le tracce sembrano assemblate a caso, imitano chiunque (chi? Non mi viene in mente, devo andare su allmusic?) eppure sembra che si divertano un sacco a suonare e per me rimarranno sempre il gruppo più ascoltato del 2004, quello che ogni volta che lo ascolterò mi farà ricordare Berlino e delle passeggiate gelate sotto la neve. E' questo il punto. E magari non è soul, magari non è un autore e magari è semplicemente "un ragazzino con una bella t-shirt che suona vecchie chitarre".

Body ha detto...

Boss: a te non ti si prende mai in castagna! però il discorso che tu fai sugli Interpol però può minare la mia tesi. perché in effetti continuo a domandarmi se questo mio rimpiangere il passato abbia un suo fondamento come ho deciso di sostenere o se sia semplicemente il primo segno d'invecchiamento. potrebbe essere anche così.

Sere: Barman dice che quelle band che cita gli piacciono. poi si mette a criticare in generale un atteggiamento e lì il discorso è molto chiaro. c'è troppa gente che pensa alla maglietta da indossare più che tirare fuori il "soul". anche lui tira fuori l'età e così tutto il discorso si ricompone.

comunque, è chiaro che ci sono delle eccezioni sennò non potrei comprarmi più alcun disco. i Mars Volta per cominciare fino ai Trail of Dead. e ce ne saranno tanti altri. però le band che contano, che hanno visibilità e investimenti sono altre.

per quanto riguarda il blog, il primo era su clarence ma ora è chiuso. (e ci vado giù pesante perché è un argomento che mi appassiona, don uorri).

Anonimo ha detto...

mi sento di aggiungere che il primo degli Interpol passerà alla storia. è uno dei miei 3-4 dischi preferiti dal 2000 in poi.
anche il primo franz ferdinand ha buone possibilità di diventare un classico, ma ne potremo riparlare fra 2-3 anni ad un concerto. magari alla reunion degli at the drive-in...

boss

Anonimo ha detto...

Anche a me, per questo rispondo e rompo, tranquillo. Buona giornata, Serena

mik ha detto...

secondo me i franz ferdinand non sono poi da buttare, e poi sono convinto che questi hanno anche un proprio stile e nn cercano di imitare il pop anni 80',a nessuno è venuto in mente che magari ripropongono in modo diverso la musica che hanno ascoltato fin'ora per i cavoli loro!

comunque vi consiglio un buon disco, Social Distortion "sex love & rock n roll"