Ryanair ti offre un'esperienza di viaggio che neanche l’ultima compagnia di viaggi-scassi boliviani; e il motivo è molto semplice: per ridurre il fee ai minimi, ti massacrano d’offerte in volo per recuperare soldi. la filosofia disruptiva di Ryanair è questa: perché considerare il passeggero come un cliente quando, dopo aver già pagato, può continuare a rimanere un "potenziale" cliente? tolti quei 30 minuti necessari per la fase di decollo/atterraggio, ne rimangono altri 60 per torturare mandrie di ventenni eccitati, divorziate quarantenni da villaggio e copywriter milanesi abbronzati.
funziona così: innanzitutto immobilizzi il creativo di turno, bloccandogli lo schienale. poi lo bombardi di messaggi corporate: cartelli appesi alle cappelliere dai colori sociali accessi e dalle copyhead razionali che esploitano i vari benefit del volare-povero. quando Body comincia ad avere i primi segni di nausea, finisci per estorcergli quei tre euro in più che non sono riusciti a estorcegli prima, visto che viaggia regolarmente con uno zainetto da 5 kg. per fare questo, si convertono i solerti assistenti di volo in battitori da suk marocchino che, ogni 10 minuti, urlano dalla cassa appositamente predisposta sopra la testa immobilizzata del copy ogni genere di offerta imperdibile.
certo, c’è la bibita. certo, c’è il sandwich. certo, c’è il duty free in volo ma anche il catalogo che ti puoi portare a casa per scegliere con tranquillità e poi ordinare le esclusive figate firmate Ryanair sul sito per riceverle comodamente a casa tua senza spese di spedizione. quando il nerboruto polacco in divisa prende per l’ennesima volta il microfono, Body e il manzo ventenne che gli sta a fianco, all’unisono, gli gridano addosso “basta!”. ma quello se ne frega perché ha ancora molto da offrire: le carte telefoniche universali prepagate da 9 euro per gli extracomunitari e il grande gratta&vinci benefico da 2 euro, che vale sempre la pena: se non porti a casa il milione in palio, almeno hai aiutato qualche bambino africano.
salire su un volo Ryanair è come salire in tabaccheria - osserva amara Uma, mentre sulla navetta per il terminal accende i suoi due cellulari.
già - fa il tipo cercando di slegarsi il torcicollo - ma lì hanno le Smoking Oro e te le danno pure senza carta d’imbarco.
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